mercoledì 30 ottobre 2013

sulla carta

La mia amica C. e il suo amico A. mi vogliono far conoscere un ragazzo.

37 anni. Ingegnere. Gran lavoratore. Sciatore. Casa in montagna. Single (mollato dalla ragazza dopo 8 anni di fidanzamento).

C., di rimando da A., me lo decanta come un grand'uomo. Ho visto una foto. E' pure carino carino.

Sulla carta perfetto.

lunedì 28 ottobre 2013

DI BIDONI E BIDONATI

Sembro una barzelletta. Sì avete capito bene. SEMBRO, io, con la O finale.
L'ultima volta che ho scritto delle mie (dis)avventure social-sentimentali, mi pare che fossimo arrivati al punto che avessi ricevuto l'invito alla conoscenza (virtuale) di M. e che su sollecito mio fossimo arrivati al punto di accordarci per una conoscenza reale (vis à vis).
Ora tralasciando il tempo passato, il fatto che venissi quasi tacciata di essere quella che non voleva uscire perchè non invitavo M. e non fissavo un giorno (lui aveva il mio numero e non si è fatto sentire se non per accusarmi di ciò), tralasciando il fatto che fosse stato lui a cercarmi e scrivermi, tralasciando tutto ciò, quello che non mi spiego è questo: perchè un bidone? perchè sparire e non farsi più sentire? Qui ci deve essere un problema. O io non capisco gli uomini, o io trovo il peggio che c'è in giro, o sono su candid camera, a vita, tipo The Truman Show.
Spiegone.
Giovedì pomeriggio mi arriva un sms di M. (dopo giorni di silenzio, sia mio che suo) in cui mi scrive che non capisce cosa voglia fare io perchè non siamo ancora usciti e io non mi sono fatta sentire e che se non voglio uscire basta dirlo e scusami di qui e scusami di lì.
Ora, io al momento mi sono un attimo inalberata. Di cosa mi stai accusando SCUSA??
Hai il mio numero, sei un uomo (forse a questo punto non ne sono tanto sicura), ti ho praticamente invitato io alla conoscenza di persona, cosa aspetti a chiedermi di uscire?? Che te lo chieda io????
Mah....
Comunque la mia buona stella mi porta a rispondere con un più garbato "sono stata impegnata (che è vero), ma se ti va bene ci possiamo vedere venerdì sera dopo il lavoro per una non impegnativa birretta".
M. mi risponde che può solo dopo cena e quindi ci accordiamo che si fa venerdì sera dopo cena e CI SENTIAMO PER ORA E LUOGO DOMANI!
No adesso però ho bisogno che qualcuno mi spieghi la psiche maschile (se mai esistesse ancora).
Questo personaggio, non mi metto neanche più a chiamarlo per nome, è sparito.
Non mi ha scritto per nessun luogo e nessuna ora. Non si è più fatto sentire.
Puf! Scomparso.
Io venerdì sera ho dipinto, sono stata in casa e ho dipinto.
Tu, coglione che sei là fuori, non so cosa tu abbia fatto.
E onestamente non me ne può importare di meno.


giovedì 17 ottobre 2013

il corteggiamento nel 2013

Mi sono assentata un poco. Vacanze, vacanze, vacanze, non saper di che parlare, vacanze, vacanze....
No, le settimane di vacanze sono state due, di cui una passata a sistemare le cose usate la settimana prima e a predisporre quelle per l'inverno.
La verità è che le novità in campo sentimentalamoroso sono state pari al prodotto interno lordo della stato dei castori. Cioè pari a zero.
Beh, a dir il vero uno sprazzo di interessamento da parte maschile e di abbordaggio ai miei danni c'è stato, ma non di questo voglio parlare ora, magari in un altro momento, magari anche no. Vediamo.
Quello che mi preme ora è fare una considerazione.
Penso che se la mia bisnonna (ma forse anche mia nonna va bene) si ridestasse per un giorno dal sonno dei giusti e venisse a conoscenza di come oggigiorno gli (alcuni, molti...troppi) uomini ricerchino la piacevole compagnia femminile (e forse anche il contrario ma io son qui per parlare di una direzione specifica, uomo -> donna), dicevo, la suddetta vecchietta tutta crocchia e profumo di biscotti, ci rimarebbe parecchio basita.
A me è successo che un tale, che chiameremo M., mi ha mandato un messaggio in posta privata su un noto social chiedendo il permesso di conoscermi. Codesta persona è stata molto gentile, molto educata, molto scusante (anche troppo). Cioè se mandi un messaggio a una persona perchè vuoi conoscerla mica le chiedi millemila volte scusa, o no? Già che fai una cosa così sii almeno un po' deciso, educato ma deciso dio santo, che a noi, si sa, i molli e gli indecisi non piacciono.
Comunque a questa persona io rispondo che non si deve scusare etc etc che non c'è problema etc etc, dopodichè lui si sente autorizzato a mandarmi un ulteriore mail con la storia della sua vita. Giuro. Una mail lunghissima in cui mi racconta com'è, cosa fa, e via discorrendo.
A questa, cui ho risposto con un quindicesimo dei caratteri, ne fa seguito un'altra, sempre lunghissima.
Insomma, da quello che capisco questo ragazzo è rimasto colpito da me (da cosa?? dalla foto del mio profilo??) e mi parla di non superficialità e di non badare al fatto estetico (e allora com'è che hai deciso di scrivere a me che manco sai chi sono?), dice che gli piacerebbe conoscermi (ma non per portarmi a letto, solo per conoscermi davvero!) e continua a scrivere, scrivere, scrivere.
A questo punto urge fare una precisazione. Io non amo i social, ci sono su uno ma non li amo, ci vado ogni tanto ma anche no, sicuramente non tengo i miei contatti con gli amici lì. Lo uso come userei una pagina bianca in un momento di noia, o di gioia. Dipende.
Detto ciò, io di "conoscere" qualcuno attraverso una tastiera e uno schermo, che sia di un telefono o di un pc, non ne ho punto voglia. Per prima cosa a scrivere bene di noi stessi siamo tutti bravi. Io sono, io faccio, io sento....poi l'azione, quella vera è un'altra cosa. Almeno a parere mio.
Al che ieri sera, dopo aver trovato una sua mail con tanti tanti punti interrogativi e faccine tristi (che neanche alle medie) gli ho scritto questo. Che io non ho voglia di conoscere qualcuno così. Con un filtro.
Che per me la conoscenza è fatta vis à vis.
E insomma, M. alla fine, dopo che glielo spiego in cirillico, capisce e finalmente, ma lo devo dire io anche questo, si decide a propormi un caffè. Mi lascia il suo numero che dovrò contattare e via.
Ho deciso che probabilmente andrò a prendere sto caffè. Da perdere non ho niente. Ma la mia nonna chissà cosa penserebbe...Sì lo so cosa penserebbe...
Che a 30 e passa anni il suo signor marito se la voleva portare a bere il caffè al bar del Mario se la caricava sulla canna della bici e se la teneva stretta per non farla cadere.
Che quando l'ha vista per la prima volta e ha voluto conoscerla se l'è presa sotto braccio, l'ha trascinata al centro della balera e c'ha ballato un bel valzer finchè non gli facevano male i piedi. Senza dire scusi, posso, mi spiace. Questo penserebbe la mia nonna. E io sarei d'accordo con lei.